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Lunedì 18/04/2005 - Vittorio De Scalzi, La Storia dei New Trolls
a Tuglie (LE)
sul posto per noi e per Voi: GFR
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Lunedì
18 aprile 2005 - Vittorio
De Scalzi, La Storia dei New Trolls
a Tuglie (LE) Incastrato !!!!!!!!! Si, sono stato a Tuglie a vedere
Vittorio & “La Storia”, l’ho fatto sapere a qualcuno (a)
e…….eccomi qua ora a fornire un (quasi) spontaneo resoconto. Ho visto live Vittorio De Scalzi con lo spettacolo “La
Storia” per la prima e ultima (prima d’ora) volta nel 2000. Un
paio d’anni dopo ho visto live, sempre qui in Puglia, il Concerto
Grosso con Vittorio, gruppo, Salvi & orchestra. Durante e dopo,
un’ abbuffata di concerti del Mito, dalla formazione con Belleno
e Corfini a quella con Polifrone e Usai. Più (per completezza)
1 concerto 1 di Belleno, “Il Cuore”. Mi pareva giusto, quindi,
ritornare a vedere dopo 5 anni Vittorio!!! L’ho saputo per caso e all’ultimo momento (un paio d’ore prima dell’inizio del concerto): senza indugio (e spronato da un amico che non aveva MAI visto VDS nella nuova formazione) son partito, assieme al detto amico, alla volta di Tuglie. Contrariamente al nostro solito, siamo arrivati in abbondante
anticipo (o meglio, è il concerto che è iniziato in ritardo): nei
pressi del palco c’era Vittorio che si aggirava solo soletto, era
arrivato prima del resto della band. Ci siamo fermati a fare una
chiacchierata. Prima di congedarsi (nel frattempo erano arrivati gli
altri componenti del gruppo, pronti ad imbracciare gli strumenti) ci
annuncia: “Stasera non c’è il Madda, lo sapevate ? Lo sostituisce
comunque Marco Cravero………”. Sapevamo già !!!!!!! Non c’è moltissima gente nella piazzetta di Tuglie,
complice forse la giornata non proprio primaverile (fa freddino, e
soprattutto c’è una pioggerellina costante che minaccia di far
saltare il concerto e che si arresta soltanto…… quando la band è
pronta a salire!). Il concerto si apre con “Notte sul Monte Calvo”. Seguono
(più o meno nell’ordine) le immancabili (in tutte e 3 le
formazioni) “Visioni”, Davanti agli occhi miei”. Noto subito (si sente, accidenti se non si sente!!!!)
l’assenza, rispetto alle uniche 2 volte precedenti Alle mie spalle, ad assistere attentamente al concerto, un
gruppetto (toh!!!) di metallari che scuote ritmicamente la testa
all’unisono (con le “chiome” in evidenza che fluttuano avanti e
indietro) durante le esecuzioni di “Notte sul Monte Calvo”, di
“Faccia di Cane” (eseguita in una versione più rocchettara del
solito), dei brani dai Concerti Grossi, di “America OK”, di “Le
Roi Soleil”. Cravero: ottimo davvero!!!!! Un chitarrista degno del sound
New Trolls, Vittorio ha scelto un ottimo sostituto del Maddalone
e…… il suo suono è graffiante e a tratti mi ricorda molto Nico.
Ha saputo calarsi davvero egregiamente nella parte. “America OK” è
riarrangiata senza
tastiere e con VDS alla seconda chitarra (pardon, terza, c’è anche
l’ottimo Mauro Sposito che merita più che una citazione), in una
versione country-rock molto d’effetto. Grande la versione live
de “Il cielo” (questo brano, come “poster” e
“letti”, è presentato nello spettacolo in versione corale, tutti
assieme a cantare sul fronte del
palco , su un tappeto di basi orchestrali). Bellissimi gli
impasti vocali in “Il cielo”, ottima anche l’esecuzione di
“Poster”, superlativa quella di “Letti”, un brano che forse
merita davvero più attenzione. Un pochino, lo confesso, mi sono (ri)stancato ad ascoltare le
solite “visioni”, “davanti agli occhi miei”, “che idea”,
“quella carezza”, peraltro assai simili alle versioni del Mito
(attenzione: non è che sia nato prima l’uovo della gallina, è che
entrambi usano arrangiamenti simili, con riferimento soprattutto alle
versioni del periodo
“quelli come noi”). Eccezione: “Aldebaran”, nel finale
soprattutto, eseguito con un ottimo solo di Cravero. I
troppi brani di stampo
pop-melodico a mio avviso sottraggono troppa energia al concerto,
identico difetto a quello presente nelle esibizioni live del Mito.
Inoltre, troppa divergenza stilistica tra un brano e l’altro
(come appunto anche nel “Mito”): passare dal beat alla canzone
melodica, poi al rock poi ancora alla melodica poi al prog e poi di
nuovo alla canzone melodica è una formula che vorrebbe accontentare
tutti ma disorienta anche, ci vorrebbe un maggiore collante: sembrano
concerti senza una precisa identità o…….. con troppe identità
mescolate. Nel bis, fra le altre, “Il Treno”, con una intro di Mauro
Sposito che alla maniera di Nico mima con la chitarra il rumore della macchina sulle rotaie. Bravi tutti, compreso il Vitanza che si è accollato il
difficile compito di sostituire le parti vocali precedentemente
assegnate al Tiranti (con l’onere aggiuntivo di dover suonare la
batteria mentre canta) e il Bellia che si è ben amalgamato al gruppo.
Certo, il massimo sarebbe stato se ci fosse stato sul palco il Rob e
il buon Alfio si fosse dedicato specialmente alla batteria. Aspettiamo
dunque che si avveri una cosa annunciata dal “labirintico”
musicista come possibile futura collaborazione con Vittorio: un futuro
cd progressive targato “VDS & La Storia” (e, magari, relativo
tour). GFR |
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